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Dizionario del Dialetto Piobbichese Per maggiori informazioni
Assessorato al turismo Wikipedia
Comunità Montana www.castellobrancaleoni.it
   

“Piobbico è un paesello tra gli Appennini delle Marche sul confine con l’Umbria.
Fu già feudo antichissimo de’ Brancaleoni: oggi è Comune.
Posto in angusta valle tra il Monte Iego, o Mondiego, che gli sta quasi a ridosso,
e il Monte Nerone, dalle molte asprezze e spessissime selve, non ha che un brevissimo
giro d’orizzonte. Di quella valle sorge una collinetta, già ripida e scoscesa, ma dall’arte
resa poi facile ed anche piacevole; sul cui ripiano grandeggia il castello dei feudatari,
detto comunemente ‘Palazzo dei Conti‘.”

- Don Antonio Tarducci in Memorie Storiche -

La storia di Piobbico è intimamente legata a quella della famiglia nobile dei Brancaleoni di cui anche oggi si può vedere la maestosa dimora il

IL PALAZZO BRANCALEONI

Sorge sulla collina che domina la confluenza del Candigliano col Biscubio, sulla quale sono documentati insediamenti di epoca pre-Romana. Nel corso del Medioevo su quello stesso sito venne edificato il castrum di Piobbico: esso a partire dal XIII secolo fu progressivamente occupato dalla famiglia Brancaleoni, che vi stabilì la propria dimora, abbellita e sistemata in forma monumentale fino a raggiungere tra XVI e XVII secolo l’assetto attuale. Pregevole per il sovrapporsi armonioso di vari corpi di fabbrica e vari stili architettonici, il palazzo vanta affreschi e decorazioni a stucco, opera di F. Brandani.

Pregevoli da visitare sono:

Il Cortile d’onore (Palazzo Brancaleoni)
Il cortile d’onore fu ideato e fatto costruire dal Conte Guido Antonio I, capitano del Duca Federico di Montefeltro. La costruzione risale al decennio 1470-1480.
Infissa nella parete sud del cortile possiamo trovare l’arme del Duca d’Urbino, consegnato ai Brancaleoni dallo stesso Federico dopo la concessione del titolo Ducale e del Gonfalonerato (1474). Questo cortile rettangolare, circondato da un portico ad arcate sostenute da colonne doriche, richiama il più ampio e maestoso cortile del Palazzo di Urbino.

La Camera Greca (Palazzo Brancaleoni)
A destra dell’entrata della sala del “Leon d’Oro” si apre l’ingresso alla “Camera Greca”. Camera del Conte Antonio II,
affrescata con episodi di storia e di mitologia Greca realizzati nel 1585 da Giorgio Picchi, scultore durantino, mentre gli stucchi sono opera della scuola del Brandani, in quanto lo scultore, morto nel 1575, non riuscì a terminare l’opera. Sulla porta d’ingresso possiamo notare lo stemma della famiglia “Cappello”, a cui apparteneva Laura, moglie del Conte Antonio.


All’interno della dimora storica è situato il Museo “Brancaleoni”

Il Museo, è diviso in sette sezioni, visitabile nei seguenti orari:
feriale: 9.00-12.00/15.00-18.00
festivi: 10.30-13.00/15.00-18.30
Curatore del museo: Sig. Paiardini Lino - CELL. 3334509981

Testimonianza della storia di Piobbico la troviamo nelle
arte Strutture Romane e Medievali

Le strutture antiche sono state ritrovate durante i lavori di restauro di una casa del centro storico di Piobbico. Al centro
dell’area di sedime della casa è venuta alla luce una fornace, che presenta due (ma forse anche tre) camere di cottura distinte
ed un complesso ed interessante sistema per il convogliamento dell’aria calda. Sono conservati gli archi in laterizio che sostenevano il piano di cottura e le due bocche di alimentazione, che si aprono in un muro a conci di pietra, che funge ad un tempo da contenimento e da facciata.

Orario visite: 1° e 3° venerdì del mese: mattino
10,00-12,00; pomeriggio 16,00-18,00.
Viale G. Marconi / Via Kennedy

 

Le chiese di Piobbico sono una testimonianza non solo della religiosità del territorio ma anche della storia e dell’arte che nel territorio si sono sviluppate nel corso del tempo

Santuario di S. Maria in Val d’Abisso

È il più antico edificio di culto del territorio piobbichese e risale almeno all’XI secolo: sorge proprio ai piedi del Nerone, ove
secondo la tradizione sarebbe stata rinvenuta l’immagine della Madonna conservata al suo interno. L’impianto attuale, riferibile
ai secoli XV e XVI, ospita una pala di Raffaellin del Colle e tele di scuola baroccesca, oltre ad affreschi di scuola umbromarchigiana.
L’interno del Santuario è ad unica navata in stile romanico con il soffitto a capriate. Nell’abside a costoni si ammira un crocifisso di maiolica, a sinistra dell’altare maggiore è collocato un affresco
cinquecentesco raffigurante la Vergine con il Bambino.
Via Santa Maria in Val d’Abisso


Chiesa di S. Stefano

Reca il titolo di un’antica chiesa, già esistente nel XIII secolo, situata in località Finocchieto.
L’attuale rifacimento neoclassico, risale alla fine del XVIII secolo, ma conserva opere pregevoli provenienti dall’antica
sede. Celebri le tavole del Riposo della Sacra Famiglia durante la Fuga in Egitto, opera di F. Barocci e la serie di statue di profeti e personaggi biblici, attribuiti allo scultore F. Brandani.
Via Dante Alighieri

All’interno della Chiesa è visitabile

Il riposo della Sacra Famiglia durante la fuga in Egitto.
Questa tela è una delle opere più raffinate dipinte da Federico Fiori detto il Barocci da Urbino (1535-1612); misura cm 190x125 ed è la più grande delle tre versioni che il
Barocci dipinse con lo stesso soggetto, di cui una conservata nella Pinacoteca Vaticana.
Dipinta a “guazzo”, cioè una mescolanza di olio e di tempera, utilizzando quest’ultima soprattutto nel paesaggio, nel cielo e nel
manto della Madonna; ne consegue una trasparenza, una luminosità dei colori ed una levità del paesaggio che non è possibile riscontrare nel dipinto ad olio della Pinacoteca Vaticana.

Chiesa di Sant’Antonio

Nata a concepimento di un voto del conte Antonio Brancaleoni alla fine del XIV secolo, la chiesa domina il mercatale, risultato dall’ampliamento dell’antico borgo a ridosso del fiume Candigliano.

Chiesa di San Pietro al Borghetto

Sede della Compagnia del S.S. Sacramento fondata nel 1562, l’edificio è documentato sin dal 1348.
Era la chiesa dell’antico borgo medievale, ma fu ristrutturata nel XVII secolo, come attesta ancora l’iscrizione in una pietra angolare datata 1649.
Borgo Medioevale

 

A Costanzo Felici, medico naturalista della famiglia Brancaleoni è dedicato il

Premio Costanzo Felici

Il Comune di Piobbico, nell'intento di onorare uno dei personaggi più illustri della propria terra, il medico e naturalista Costanzo Felici vissuto alla corte dei Brancaleoni nella prima metà del XVI secolo, ha istituito dal 1998 il Premio Costanzo Felici da Piobbico.

Il premio, indivisibile, consiste in una riproduzione artistica in oro del Cammeo di Amore e Psiche, (I sec. a. C.) descritto dal Felici in un trattato sull'avifauna.

Il coordinatore del Premio è il Prof. Giorgio Nonni, docente presso l'Università degli Studi di Urbino.

Dal 2001 il Premio Costanzo Felici diventa biennale, la giuria è composta dal Sindaco, dall'Assessore ai beni e alle attività culturali, dal Prof. Giorgio Nonni, dal Prof. Guido Arbizzoni e dal Prof. Piero Meldini.

Premi assegnati:
1998 - Prof. Orazio Bagnasco
1999 - Dott. Gabriele La Porta
2000 - Prof. Giorgio Celli
2001 - Prof. Antonino Zichichi
2003 - Prof. Margherita Hack
2005 - Prof. Fernando Aiuti
2007 - Prof. Antonio Vitale
2007 - Prof. Carlo Rubbia (premio speciale decennale)

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Michele Aurelio